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News |
L'Atalanta perde il bandolo sotto una luna di pomeriggio velata d'anice di Jacky Chaltron > 17/3/2003
Lunedì 17 marzo 2003
Errata corrige. Ovvero, scusate abbiamo sbagliato. E’ il tema della settimana per chi, come noi, ha sbagliato tutto o quasi. Ecco allora che nelle cronache del Giro questa volta si mette in luce Tuttosport, il quotidiano guidato da Giancarlo Padovan, che nell’edizione di giovedì scorso ha fatto uscire un gustoso riquadretto dal titolo appunto Errata Corrige. Eccolo: «La tabella 'i colori delle finali' pubblicata ieri a a pagina 5, contiene due dati sbagliati. Nella finale di Coppa dei campioni del 1973, la Juventus incontrò l’Ajax e non la Stella Rossa; nella finale della Coppa dei Campioni del 1983, invece, l’avversario dei bianconeri fu l’Amburgo e non l’Ajax. Ci scusiamo con i lettori per lo spiacevole errore». Insomma, questo è il punto: Tuttosport ha fatto sparire due finali, Juve-Ajax e Juve-Amburgo. Che in fondo, dài, fra i lettori del giornale non si ricorda nessuno.
Errata corrige? Anche Adriano Galliani ci ha tenuto a mettere una bella riga sugli errori dei giornali, e l’ha fatto in un’intervista pubblicata oggi sul Giornale a firma Franco Ordine. Alla domanda «Allora signor Galliani, proviamo a riepilogare le puntate precedenti: il Milan si è congedato a Reggio Calabria dalla corsa allo scudetto e lei è in rotta di collisione con Ancelotti. Dobbiamo aspettarci qualche decisione clamorosa?», il vicepresidente vicario del Milan ha risposto con prontezza: «Cominciamo dalla seconda parte della domanda. Sabato sera, prima di volare da Lamezia Terme verso Malpensa, Ancelotti e io eravamo seduti in prima fila, fianco a fianco. Ho convocato anche un paio di giornalisti per smantellare il castello di carta creato nell’occasione. È stato un siparietto organizzato perché tutti vedessero». Perché tutti vedessero, dunque, che quello scritto sui giornali di qualche giorno fa era una bufala, un vero e proprio «castello di carta». Tipo questo: «Dopo quel pittoresco incontro ravvicinato di martedì sera al Bernabeu, tra Adriano Galliani e Carlo Ancelotti, sulla famosa questione (schierare o no la miglior formazione, almeno Nesta invece di Laursen, birillo alla mercé di Ronaldo e Raul), il gelo assoluto è precipitato tra i due contendenti. Violentando tradizioni consolidate, il vice-Berlusconi è rimasto per tutto il giorno di mercoledì lontano dalla squadra, allo stadio Bernabeu sul far della sera è arrivato per suo conto e non invece col torpedone di servizio, così come, sempre in modo isolato, si è presentato all’aeroporto Barajas, ieri mattina, per rientrare a Milano. Durante il volo charter, della durata di quasi due ore, tra lui e Ancelotti, entrambi sistemati nelle prime file, nessun saluto, nessun cenno, nessuno scambio di opinioni. Galliani ha salutato Shevchenko, ha respinto l’assalto dei cronisti e ha discusso a lungo con Leonardo, forse delle prossime iniziative della fondazione Milan, forse invece della serata rossonera e delle tensioni che l’hanno scandita. Persino Ariedo Braida, annusando tempesta, si è defilato». E poi: «I primi, timidi tentativi di ricomporre la frizione tra Galliani e Ancelotti, sono andati a vuoto. Anche per un errore tattico commesso dal tecnico che ha utilizzato un intermediario per chiedere udienza al proprio dirigente. Avesse affrontato direttamente la questione, l’avrebbe magari già risolta con un franco chiarimento. E invece il silenzio assordante tra di loro è stato ingigantito anche dalla prima risposta data da Ancelotti a Galliani, martedì sera sul terreno del Bernabeu. Alle osservazioni del suo dirigente, condivise in linea di principio anche dal presidente Berlusconi, Carletto ha reagito in modo brusco, senza fornire spiegazioni convincenti, poi invece fornite ai suoi collaborartori ('devo pensare a Reggio Calabria, non a Madrid'). Per completezza d’informazione: Giornale, 14 marzo, firmato Franco Ordine.
Ordine d'arrivo della venticinquesima tappa
5° posto Giancarlo Laurenzi (la Stampa, 17 marzo)
«Mancini era convinto che fosse colpa di una fattucchiera, l’Olimpico stregato nel girone di ritorno. Ieri, dopo che l’Empoli aveva impiegato appena 4 minuti per bucare Peruzzi, deve aver buttato il sale dietro la panchina, confidando nella stanchezza della strega sul trespolo».
4° posto Franco Ordine (Il Giornale, 11 marzo)
«Pareggia la terza (consecutiva) sfida di San Siro e non si ode una sola parola feroce rivolta all’arbitro De Santis, al suo assistente Ivaldi, al gol tolto per fuorigioco discutibile a Seedorf lanciato oltre i merli del castello Chievo da Pirlo».
3° posto Paolo Forcolin (Gazzetta dello Sport, 17 marzo)
«Non era l’ultima spiaggia, per il Piacenza, era di più. Era dove si tocca a stento, con gli alluci che affondano nella sabbia e l’ondina più minuscola ti entra in bocca, se ce l’hai aperta, Ultimissimo treno in partenzaper la stazione della speranza, con un passeggero dispettoso, già seduto (ma solo su uno strapuntino) che cerca di spingerti giù dal predellino, per non farti salire. Beh, il Piacenza la bocca l’ha tenuta chiusa, l’ondina che lo avrebbe fatto affogare non è arrivata, il treno è partito con i ragazzi di Cagni attaccati come disperati al vagone di coda ma attaccati ed è quello che conta».
2° posto Benny Casadei Lucchi (il Giornale, 11 marzo)
«C’è una grande differenza tra il Napoleone vero, finito a Sant’Elena, e il piccolo Napoleone finito a Maranello. Il primo di fare mea culpa neanche a parlarne, il secondo sì. E infatti Jean Todt, il condottiero d’auto francese traslocato in Emilia qualche annetto orsono, ancor fresco della cocente delusione australiana, dice: ''Quella che in molti chiamano 'la vecchia macchina' è stata in gara la monoposto più competitiva; semplicemente, noi, non siamo riusciti a tirar fuori il meglio. A volte si fa la scelta giusta, a volte la decisione presa non ripaga le aspettative. Dopo è facile dire che avremmo potuto fare questo o quello. La verità è che vincere è semplicemente un lavoro molto difficile, bisogna riuscire a mettere assieme tutti i migliori ingredienti, e a Melbourne, questo, non è successo. Dopo aver messo due auto in prima fila, non ci piace concludere quarti''. Quindi, ecco il mea culpa, per certi versi inaspettato dal piccolo Napoleone di Maranello avaro com’è di commenti».
1° posto Claudio Negri (il Giorno, 17 marzo)
«Il destini, i bioritmi, le congiunzioni e le disgiunzioni astrali, gli influssi e i deflussi lunari giocano tutti a pallone, l’attività umana di gran lunga più imprevedibile e opinabile. Così, sotto una luna del pomeriggio, velata d’anice, il Piacenza riannoda i fili della sua dignità e l’Atalanta perde il bandolo».
Classifica generale dopo la venticinquesima tappa
1. Forcolin (Gazzetta dello Sport) 40 punti
2. Ordine (il Giornale) 32
3. Signori (il Giornale) 30
4. Sala (il Messaggero) e Graziano (Gazzetta dello Sport) 27
6. Benedetti (il Giornale) e Bernardini (Tuttosport) 22
8. Eleni (Corriere dello Sport) 19
9. Cecere (Gazzetta dello Sport) e Negri (il Giorno) 14
10. Ferrio (l'Unità) e Scevola (il Giornale)13
12. Gregori (Gazzetta dello Sport) e Erbì (Tuttosport) 10
14. Maida (il Messaggero) e Zomegnan (Gazzetta dello Sport) 9
16. Bartolomucci (Controcampo) e Piccardi (Corriere della Sera) 8
18. Omini (Corriere dello Sport), Mei (il Messaggero), Colombo (Tuttosport) e Laurenzi (la Stampa) 7
22. Schianchi (Gazzetta dello Sport) e Cerracchio (il Messaggero) 6
24. Casadei Lucchi (il Giornale), Marchetti (Corriere dello Sport), Canello (Corriere dello Sport), Sanvito (Controcampo), Ferretti (il Messaggero), Dottori (il Giorno), Garlando (Gazzetta dello Sport) e Bovolenta (Gazzetta dello Sport) 5
32. Piccioni (Gazzetta dello Sport) e Bucchioni (il Giorno) 4
34. Bonetto (Tuttosport), Boldrini (Gazzetta dello Sport), Dalla Vite (Gazzetta dello Sport), Alciato (Corriere dello Sport), Sofia (Corriere dello Sport), Maccarti (Libero) e Baldini (Corriere della Sera) 3
41. Petrucci (Corriere della Sera), Costa (Corriere della Sera), Bianchi (Gazzetta dello Sport), Cerruti (Gazzetta dello Sport), Bassi (il Giorno), Frati (il Giorno), Sorrentino (la Repubblica), De Martino (il Messaggero), Venera (Tuttosport), Scopelliti (Corriere dello Sport), Ligas (Controcampo) e Rizzi (Controcampo) 2
53. Masala (Gazzetta dello Sport), Nicita (Gazzetta dello Sport), Galdi (Gazzetta dello Sport), Di Schiavi (Corriere della Sera), Torromeo (Corriere dello Sport), Gomirato (Corriere dello Sport), Barella (il Messaggero), Pasquino (Tuttosport), Oreggia (Tuttosport), Rossi (la Repubblica), e Frati (il Giorno) 1
E-mail per proteste e/o minacce: jackychaltron@yahoo.it
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