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News |
L'unica stagione finta di Stefano Olivari > 16/7/2006
Domenica 16 luglio 2006, ore 10 e 45
L'arroganza degli impuniti, impuniti fino a venerdì sera, sta dilagando su giornali e televisioni che peraltro in via diretta o mediata dalla pubblicità sono tutti loro. Delegate agli avvocati le questioni di merito per il ricorso alla Corte Federale (che in questo caso, rappresentando in pratica l'appello, può anche entrare nel merito della sentenza), la battaglia vera è stata lanciata con una demagogica domanda di fondo: può la serie A fare a meno della società italiana più forte e con più tifosi, di due società medie ma che a pieno titolo farebbero parte di un'ipotetica Superlega, stangando con l'esclusione dalla Champions la società che storicamente in Europa ha fatto meglio tutte, Real Madrid escluso? Un ragionamento di tipo finanziario, come quello proposto da Claudio Arrigoni su questo sito, ha secondo noi un fondamento concreto: di nostro aggiungeremmo che le società giudicate colpevoli, piuttosto che retrocedere, dovrebbero risarcire quelle nel campionato (o nei campionati) in questione risultate pulite, con cifre pari almeno agli incassi da Champions, Champions raggiunta in maniera fraudolenta, alla maggiorazione dei diritti televisivi italiani dovute ai risultati, all'incremento del valore di mercato dei loro giocatori e al decremento di quelli delle altre. Certo, ci vorrebbe una superperizia, con valutazioni opinabilissime. Ma opinabili almeno quanto punti di penalizzazione e cose simili. Insomma, la vera pena oltre allo sputtanamento già avvenuto (come si fa a credere che tutto sia iniziato e finito nella stagione 2004-2005? Stiamo parlando di almeno un decennio finto...), che sul piano internazionale sarà pagato in vari modi, e ai titoli sportivi revocati, dovrebbe andare a toccare le fondamenta del sistema: con 500 milioni di euro, da ripartirsi in proporzione alle responsabilità fra i fantastici quattro (con possibili nuovi arrivi fra Reggina, Siena, Empoli e Messina, in pratica le truppe cammellate della Moggi League: la seconda parte del processo sarà molto più rivelatrice dell'essenza del sistema di quella riguardante le grandi), il messaggio a futura memoria sarebbe molto più chiaro, visto che le proprietà non sono cambiate. E considerando quanti soldi i vituperati Moggi e Giraudo hanno fatto risparmiare agli Agnelli, oltre agli incassi derivanti dalle posizioni raggiunte per Milan, Lazio e Fiorentina. Con le retrocessioni o con il superindennizzo, o una via di mezzo fra le due cose, la linea di confine fra chi ha barato e chi no sarebbe comunque netta, molto più che riscrivendo classifiche del passato, anche del recente passato. Dei casi specifici di Juve, Milan. Lazio e Fiorentina abbiamo scritto fino alla noia (dei lettori di sicuro): rapportati alla decisione della Caf possiamo senz'altro dire che alla Juve è andata bene, grazie ad una strategia difensiva intelligente e un ricambio dirigenziale immediato che non cancella il passato ma di sicuro dà un buon segnale per il futuro. Magari la Corte Federale diminuirà la penalizzazione, ma anche con trenta punti in meno i playoff di B sarebbero teoricamente agganciabili. Di sicuro la società bianconera è quella che in relazione alle responsabilità dei suoi dirigenti ed al suo peso nel cosiddetto 'illecito di sistema' esce meglio dal primo grado di giudizio: meglio di chi ha impostato tutto sullo sputtanamento di un proprio dirigente (definito 'precario' dai suoi capi e 'millantatore' dalla stampa amica) e di chi ha giocato la carta del vittimismo e dei torti subiti, come se chi è stato accoltellato da Tizio abbia qualche giustificazione nell'accoltellare Sempronio piuttosto che denunciare o farla comunque pagare a Tizio. In definitiva, una sentenza che non ha ucciso nessuno ma che è stata necessariamente incompleta: il capitolo risarcimenti è infatti tutto da scrivere, per non parlare dell'assegnazione dei titoli sportivi, una cosa che fa titolo tifoso ma che italianamente forse verrà delegata alla solita 'autorevole' entità estera, in questo caso non l'Economist ma l'Uefa. E adesso? La vera battaglia non sarà tanto quella sugli sconti da mendicare alla Corte Federale, quanto quella sul non ricorso alla giustizia amministrativa ordinaria. In questo senso siamo pessimisti: quale oscura sezione del Tar del Lazio rinuncerebbe mai al suo quarto d'ora di popolarità? Una cosa sola è sicura: come al solito il dibattito verte solo sui colpevoli o presunti tali, sulle loro giutificazioni e sui danni che potrebbero avere dalle pene, piuttosto che sulle vittime. Senza tirare fuori Zeman costretto a lavorare in situazioni disperate, Grabbi a emigrare, Moratti preso per il culo di default (anche da noi, va detto: e nemmeno eravamo prezzolati...), Gazzoni fallito, Sensi che ha venduto metà del patrimonio di famiglia, il Chievo derubato (operazione Manfredini e dintorni), centinaia di giovani calciatori con la carriera stroncata dal procuratore sbagliato perché sotto il livello dei campioni la differenza fra uno da A e uno da C2 è questione di dettagli, decine di arbitri validi, non solo quelli della sezione di Bassano, a cui hanno fatto passare la voglia, minacce quasi sempre allo stato latente ma pur sempre minacce, convocazioni in Nazionale ed esclusioni che non possono essere cancellate dal Mondiale di Buffon e Pirlo...Senza tirare fuori tutto questo, si può dire che chi ha inchiodato Carraro alla poltrona della Figc e Galliani a quella della Lega, tentando senza riuscirci di ingaggiare Moggi, dicendo o facendo dire dagli ascari che è tutto un complotto politico si sta coprendo di ridicolo. Come chi ha avuto in regalo una società solo grazie alla sua 'correttezza' politica, e un salto di categoria in omaggio per torti subiti da un altro proprietario, e accetta le sentenze ma solo quando sono favorevoli. Come chi ha potuto pagare un debito fiscale mostruoso in ventitre rate e non perde occasione per piangere miseria, ipotizzando scenari tragici in caso di retrocessione. L'unica cosa tragica è che l'opinione pubblica, non solo i tifosi più ottusi, ha già superato questa vicenda: forse è vero che il sogno di tutti è avere un figlio furbo. A volte lo prenderanno sul fatto, ma in un paese democratico di quelli veri, con una cultura giuridica secolare (vuoi mettere con quei fascisti del Texas?), nostro orgoglio nazionale, in galera vanno quasi solo zingari e maghrebini, oltre a chi si mette contro i poteri davvero forti e chi non è abbastanza svelto nel definirsi 'Il nuovo Tortora'. Ma sì, in fondo il nostro sogno è il Cayenne da parcheggiare in doppia fila dietro a quello di Bobone. O almeno la Panda con lo sconto Moggi...
Stefano Olivari
(in esclusiva per Indiscreto)
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